Accessibilità dei siti web. La guida aggiornata 2026.

Il 2025 lo potremmo definire come l’anno dell’Accessibilità. Con l’entrata in vigore dell’European Accessibility Act, l’interesse verso l’accessibilità è esploso, spesso sotto forma di offerte commerciali aggressive e terrorismo psicologico sulle sanzioni dando vita a informazioni errate e fantasiose, soluzioni approssimative e inefficaci, investimenti inulti e nessun progresso reale verso un web più accessibile.

Con questo articolo, prevalentemente orientato all’accessibilità dei siti web, vogliamo mettere un po’ di ordine sull’argomento e aiutare imprese e professionisti a muoversi con più consapevolezza nel mondo dell’accessibilità.

Fluid Hub
9 Ottobre 2024

È evidente che l’entrata in vigore dell’European Accessibility Act (28 giugno 2025) e un panorama normativo nazionale e internazionale ampio e consolidato (ADA, Legge Stanca, etc.) hanno giocato un ruolo importante nell’accendere un faro sull’argomento, e comprendiamo come spesso la leva della sanzione sia quella più facile per arrivare alle imprese.
Tuttavia è riduttivo limitare i motivi per cui intraprendere un percorso di accessibilità alle sole sanzioni. C’è molto di più.

Un sito o un’app accessibili sono prima di tutto uno strumento di grande vantaggio competitivo, un’opportunità di marketing, e una scelta etica precisa che permette di posizionarsi come leader responsabili nel proprio settore.

Adeguarsi a questi standard rappresenta quindi un investimento strategico e non solo etico. Il futuro del commercio digitale è destinato ad essere sempre più inclusivo, e le organizzazioni che si impegnano per migliorare l’accessibilità del loro sito web contribuiranno ad un’esperienza online migliore per tutti gli utenti, indipendentemente dalle loro capacità.

In questo articolo, ti guideremo attraverso i motivi che dovrebbero spingere le imprese nella direzione dell’accessibilità, aiutandoti a comprendere i passaggi indispensabili per un risultato efficace e come Fluid Hub, un’agenzia esperta nello sviluppo web avanzato, può aiutarti a ottimizzare il tuo sito in modo professionale e conforme.

Normativa e linee guida sull’accessibilità web

L’entrata in vigore il 28 giugno 2025 dell’European Accessibility Act è solo l’ultimo passo di un percorso molto più lungo verso l’accessibilità che parte già nel 2004 con la Legge Stanca.

L’European Accessibility Act è una Direttiva Europea che stabilisce standard minimi di accessibilità per prodotti e servizi digitali e fisici, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita per le persone con disabilità e garantire pari opportunità di accesso. Questa normativa si supera e integra la legge Stanca (Legge n. 4/2004), rivolta a Pubblica Amministrazione e grandi imprese (con fatturato maggiore di 500 milioni di euro), aggiornando i requisiti attraverso la nuova versione delle norma tecnica EN 301 549 ed estendendo l’ambito di applicazione a tutte le imprese che offrono determinati prodotti o servizi ai consumatori.

A partire dal 28 giugno 2025, tutte le aziende (con l’eccezione delle microimprese) che offrono determinati prodotti e servizi dovranno garantire che questi rispettino i criteri di accessibilità definiti dall’European Accessibility Act.

Struttura normativa

Dal punto di vista normativo, l’European Accessibility Act (DIRETTIVA (UE) 2019/882) è una Direttiva Europea del 2019 che impone agli Stati membri dell’Unione Europea in relazione al risultato da raggiungere, lasciando agli stessi la scelta delle modalità attuative attraverso atti di recepimento e norme nazionali. Vedremo più avanti quale impatto abbia avuto la scelta di utilizzare questo istituto giuridico al posto di un Regolamento come è stato, ad esempio per il GDPR.
In Italia l’European Accessibility Act è stato recepito con il D.Lgs 82/2022.
Se European Accessibility Act e D. Lgs. 82/2022 definiscono il perimetro normativo, i soggetti coinvolti e gli obiettivi generali di accessibilità, alla Norma tecnica standardizzata EN 301 549 sono demandati gli aspetti tecnici.
È questa che indica “come” rispettare l’European Accessibility Act e che ha valore normativo.

E allora perché sentiamo parlare di WCAG?

Le WCAG (Web Content Accessibility Guidelines), sono le Linee Guida sull’accessibilità dei contenuti web e sono citate all’interno della norma tecnica EN 301 549 come riferimento tecnico al fine di definire gli standard idonei a raggiungere determinati livelli di accessibilità.
Se per la norma tecnica abbiamo detto che questa ha valore legale, per le linee guida possiamo affermare che hanno invece valore orientativo.
Tuttavia è importante segnalare che a settembre 2025 le WCAG 2.2 sono state pubblicate come “ISO/IEC 40500:2025 – Information technology”, attribuendogli, di fatto valore legale. Vi segnaliamo questo interessante approfondimento pubblicato da Web Accessible.

Infine, per completare l’intera struttura normativa, dobbiamo citare l’ultima versione delle Linee Guida di AgID pubblicate il 3 marzo 2026. Un ulteriore documento, con valore orientativo, che ha l’obiettivo di chiarire alcuni aspetti relativi all’applicazione della Direttiva.

Per trasparenza, è opportuno dire la nuova versione della Norma Tecnica EN 301 549, attesa entro la fine del 2026, porterà alcune novità significative e che è probabile che anche le Linee Guida di AgID possano subire un nuovo aggiornamento con l’inizio del 2027.

WCAG 2.1 o WCAG 2.2

Nel momento in cui scriviamo questo articolo, la Norma Tecnica disponibile indica come obiettivo minimo il livello AA di WCAG 2.1. Considerando che AgID raccomanda già l’uso delle WCAG 2.2 e la prossima pubblicazione della nuova versione della Norma Tenica, possiamo già indicare le WCAG 2.2 come lo standard di riferimento.

Conseguenza per le aziende non conformi

Il 2026, come dichiarato da AgID sarà l’anno in cui inizieranno le verifiche di accessibilità, sia tramite uno screening dei siti online che a seguito delle segnalazioni ricevute.
Le aziende che non rispettano l’European Accessibility Act possono incorrere diverse conseguenze, stabilite dalle autorità nazionali competenti in ogni Stato membro. Questo fa sì che il panorama sanzionatorio sia evidentemente frammentato e disomogeneo in base al Paese (o ai Paesi) in cui viene contestata la violazione.

Le sanzioni possibili includono:

  • Sanzioni amministrative: multe proporzionali alla gravità e durata della non conformità.
  • Ordini correttivi: obbligo di adottare misure per correggere le violazioni entro termini stabiliti.
  • Ritiro dal mercato: prodotti o servizi non conformi possono essere sospesi o vietati fino alla messa in regola.
  • Danni reputazionali: la non conformità potrebbe causare perdita di fiducia da parte degli utenti e clienti, danneggiando la percezione del brand.

Quadro sanzionatorio italiano

La violazione dell’European Accessibility Act in Italia prevede una serie di sanzioni disciplinate nell’articolo 24 del Decreto legislativo di recepimento (D. Lgs 82/2025).
In particolare l’articolo indica che:

  • l’operatore economico che contravviene alle disposizioni è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da € 5.000 a € 40.000, tenendo conto dell’entità della non conformità, del numero delle unità di prodotti o di servizi non conformi nonché del numero degli utenti coinvolti.
  • l’operatore economico che non ottempera a quanto disposto dall’autorità di vigilanza è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da € 2.500 a € 30.000.
  • l’operatore economico che non assicura la dovuta collaborazione ai fini dello svolgimento delle attività è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria da € 2.500 a € 30.000.

Perché in rete si parla di una sanzione del 5% del fatturato?

La sanzione del 5% del fatturato, di cui si sente spesso parlare come sanzione per la violazione dei requisiti di accessibilità, è la sanzione che si applica per la violazione della Legge Stanca (L. 4/2004) e si rivolge pertanto ai soggetti obbligati a questa normativa.
Purtroppo questa percentuale particolarmente rilevante è stata spesso utilizzata come leva per convincere le aziende ad adeguarsi.

In Fluid Hub crediamo che una comunicazione responsabile ed etica sia prima di tutto un segnale di professionalità e serietà. Ciò non toglie che continueremo a promuovere percorsi di accessibilità come scelta strategica ed etica per le aziende oltre che a mettere al riparo le imprese da eventuali sanzioni.

Direttiva e Regolamento. Uno sguardo fuori ai mercati esteri

Come abbiamo accennato in precedenza l’European Accessibility Act è una Direttiva.
La scelta di questo istituto giuridico, invece di un Regolamento, come ad esempio è stato per i GDPR, non è banale e porta con sé delle conseguenze rilevanti per le imprese.

Il regolamento, come nel caso del Regolamento (UE) 2016/679, è un atto di portata generale, obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile negli ordinamenti degli Stati membri, senza necessità di recepimento. La direttiva, come nel caso della Direttiva (UE) 2019/882, vincola invece gli Stati membri quanto al risultato da raggiungere, lasciando agli stessi la scelta delle modalità attuative, che si concretizzano in atti nazionali di recepimento.

In termini più semplici possiamo dire che mentre per il GDPR abbiamo una sola norma e un solo quadro sanzionatorio su tutto il territorio dell UE, per l’European Accessibility Act, pur di fronte a una norma tecnica armonizzata, ci troviamo davanti a una pluralità di normative nazionali di recepimento, ciascuna delle quali individua le autorità competenti, i poteri di vigilanza e il sistema sanzionatorio applicabile.

Attenzione però a non cadere in un eccesso di semplificazione.

Questo non vuol dire che una violazione porti automaticamente a 27 sanzioni (una per ogni Stato membro), ma più correttamente possiamo dire che l’attuazione decentrata comporta un’applicazione necessariamente plurale, in cui ciascuno Stato esercita i propri poteri di vigilanza sul mercato nazionale rendendo quindi più elevato il rischio di una pluralità di interventi sanzionatori.

Come essere conformi

La premessa che dobbiamo fare è che l’Accessibilità web non è un intervento spot, ma un processo che richiede tempo per essere adottato e che riguarda sia il partner tecnico che si occupa del “codice”, ma anche tutte le figure che hanno a che fare con la produzione e la gestione dei contenuti digitali.
Un percorso verso l’accessibilità web non può prescindere da questi step:

  • Audit di accessibilità
  • Remediation
  • Formazione
  • Documentazione

Audit di accessibilità

È il primo step. Un audit di accessibilità è un’analisi approfondita e secondo determinate metodologie che ha l’obiettivo di identificare tutte le non conformità di un sito web o di un’app e dei suoi contenuti.
L’audit si esegue attraverso verifiche con strumenti automatici, navigazione attraverso tecnologie assistive e valutazione dei risultati.

La stessa documentazione all’interno delle WCAG indica che sono progettate per applicarsi in modo esteso a diverse tecnologie Web sia adesso che in futuro, nonché per essere verificabili tramite una combinazione di test automatici e valutazione umana.

È ormai consolidato che gli strumenti automatici riescono a rilevare solo una parte intorno al 30% delle non conformità risultando di fatto insufficienti per un audit completo e non idonee per testare i processi.
È quindi necessario affiancare a strumenti quali Wave, Axe, Siktide, etc. un’attenta analisi critica del codice e test di navigazione simulando l’attività degli utenti con l’utilizzo di tecnologie assistive quali screen reader, display Braille, controllo vocale, strumenti di ingrandimento e adattamento del contrasto, verificando sempre sia i dispositivi desktop che mobile. In questo contesto, assume particolare valore la conduzione dei test, soprattutto se coinvolgono anche utenti con disabilità.

È importante ricordare che l’audit deve essere condotta su tutti i contenuti del sito, includendo anche eventuali documenti scaricabili.

Remediation

L’attività che segue l’audit è quella di remediation, ovvero l’implementazione delle correzioni delle non conformità emerse durante l’audit.
Questa attività può coinvolgere diverse figure come gli sviluppatori (correzioni sul codice), chi produce e gestisce i contenuti (correzione o integrazione dei contenuti, implementazione tag alt sulle immagini, sottotitoli, audio), UX, UI e designer (correzione contrasti, immagini, design system).

Formazione

Lo abbiamo ribadito più volte: l’accessibilità web non è un intervento spot, ma è un processo e riguarda i contenuti.
La formazione delle risorse che dovranno continuare a lavorare sui contenuti digitali è indispensabile per mantenere elevati i livelli di accessibilità raggiunti con l’attività di remediation.
La produzione di contenuti non accessibili successiva alle attività correttive, vanificherebbe di fatto tutto il lavoro svolto.

Documentazione

Le norme in materia di accessibilità non si limitano alle sole indicazioni sui requisiti da raggiungere, ma danno anche precise indicazioni sulla documentazione da produrre.
In particolare per l’European Accessibility Act sussiste l’obbligo di pubblicare un’Informativa di accessibilità che contenga le informazioni sulla valutazione di come il servizio soddisfi i requisiti di accessibilità richiesti.
Per quanto riguarda le segnalazioni, non sussistono obblighi specifici e queste potranno essere fatte tramite il portale AgID.

E la Dichiarazione di Accessibilità?

In relazione all’European Accessibility Act, al pari della sanzione del 5% del fatturato, la Dichiarazione di Accessibilità è una delle informazioni “errate” che è circolata con maggiore frequenza, identificandola come un obbligo di questa normativa.
In realtà la Dichiarazione di Accessibilità e il meccanismo di feedback sono due obblighi che riguardano esclusivamente la Legge Stanca (L. 4/2004) e sono espressamente esclusi dall’European Accessibility Act (D. Lgs. 82/2022, Art. 25, comma 3).

Riepilogando:

European Accessibility ActInformativa di Accessibilità
Segnalazione su portale AgID
Legge StancaDichiarazione di Accessibilità
Meccanismo di feedback

Manutenzione e check periodici

L’accessibilità web non è un obiettivo che si raggiunge una volta per tutte; al contrario, è un processo continuo. È fondamentale eseguire test periodici con utenti reali, inclusi quelli con disabilità, per assicurarsi che l’accessibilità del sito rimanga efficace nel tempo.
Fluid Hub offre servizi di manutenzione continua per monitorare e risolvere eventuali nuovi problemi di accessibilità che potrebbero sorgere in seguito a aggiornamenti o modifiche del sito. Ciò garantisce che la tua piattaforma rimanga sempre conforme agli standard di accessibilità.
Inoltre, offriamo formazione specifica per il tuo team, in modo che possa gestire autonomamente eventuali piccoli interventi di accessibilità, garantendo così un ambiente inclusivo per tutti gli utenti.

Perché l’accessibilità web è un vantaggio competitivo

Inclusività e maggiore portata

L’accessibilità web significa garantire che i tuoi contenuti siano fruibili da tutti, comprese persone con disabilità visive, uditive, motorie o cognitive. Adottare un approccio inclusivo ti permette di raggiungere un pubblico più ampio.
Secondo i dati forniti dall’OMS e dalla Commissione EU, le persone che convivono con una qualche forma di disabilità, totale o parziale sono tra il 20% e il 25% dell’intera popolazione.
Parliamo di persone che nella maggior parte dei casi sono normali acquirenti di beni e servizi.
Acquisire potenzialmente il 25% in più di pubblico grazie all’accessibilità non è solo conveniente dal punto di vista economico, ma anche dal punto di vista reputazionale, definendo in maniera chiara il posizionamento del brand nella società.

Miglioramento della SEO e GEO e delle performance del sito

L’accessibilità web non è solo un requisito etico e normativo, ma anche un forte fattore di ranking per Google. I motori di ricerca premiano i siti accessibili e inclusivi perché garantiscono una migliore esperienza di navigazione per tutti gli utenti. Di conseguenza, un sito ottimizzato per l’accessibilità non solo rispetta le normative, ma ottiene anche vantaggi sui motori di ricerca e nelle risposte dei sistemi di AI.

Elementi come il testo alternativo (tag ALT) per le immagini, una corretta gerarchia dei titoli e una navigazione coerente, una migliore fruibilità dei contenuti, migliorano l’accessibilità, la permanenza degli utenti e il posizionamento sui motori di ricerca. Google favorisce infatti i siti ben strutturati e fruibili, valorizzando quelli che offrono un’esperienza positiva a tutti gli utenti, inclusi quelli con disabilità.

Un sito facile da navigare e accessibile migliora la soddisfazione dell’utente, riduce la frequenza di rimbalzo e favorisce le conversioni, fattori che Google e gli LLM tengono in considerazione per determinare il ranking. In questo modo, accessibilità, SEO e GEO si rafforzano a vicenda, offrendo risultati concreti sia in termini di visibilità online che di performance.

Conformità legale e riduzione dei rischi

Negli ultimi anni, il panorama normativo si è consolidato sia un Europa (European Accessibility Act e Web Accessibility Directive) che all’estero (ADA negli USA).
La maggior parte delle aziende che vogliono operare sui mercati nazionali o internazionali, con molta probabilità dovrà avere a che fare con queste norme e con i relativi rischi sanzionatori.
La conformità non è quindi solo una questione di immagine e di opportunità, ma anche un obbligo legale.
Scegliere un partner affidabile è indispensabile per limitare il più possibile i rischi e sfruttare al massimo le opportunità.

Ottimizzare l’accessibilità web per Agenzie, Aziende e Pubblica Amministrazione

Come le agenzie possono aumentare il valore dei propri progetti

Le agenzie di comunicazione o digital marketing possono trovare nell’accessibilità un’ottima opportunità per offrire servizi di alto valore ai propri clienti e per posizionarsi nel settore offrendo soluzioni accessibili ai propri clienti.
Fluid Hub collabora costantemente con agenzie, anche in white label per sviluppare siti web che rispettino le normative, migliorando l’usabilità e l’esperienza utente.

Siti accessibili significano progetti di maggiore qualità e che offrono valore aggiunto ai clienti finali. Questo si traduce in un maggiore ritorno sull’investimento (ROI) e in una reputazione rafforzata come partner strategico per i tuoi clienti.

Come aziende e PMI possono migliorare l’esperienza del cliente

Le aziende, specialmente le PMI, possono beneficiare enormemente dell’accessibilità. Includere l’accessibilità come parte della strategia di sviluppo web migliora l’esperienza utente, riduce il tasso di abbandono e aumenta le conversioni.
Immagina le potenzialità di avere un e-commerce accessibile in grado di garantire a chiunque, indipendentemente dalle sue abilità, una navigazione fluida e il completamento degli acquisti senza difficoltà.
A questi benefici dobbiamo inoltre aggiungere gli obblighi normativi a cui l’azienda è tenuta e l’importanza di essere affiancata da un partner affidabile.
In Fluid Hub ci occupiamo di implementare strategie e soluzioni volte al miglioramento dell’accessibilità e al rispetto delle normative vigenti.

Pubblica Amministrazione: come rispettare le normative e ottimizzare i servizi

La Pubblica Amministrazione è stata il primo soggetto interessato dalle norme sull’accessibilità con la Legge Stanca.
Ma sarebbe riduttivo limitarci alla questione normativa. Per una PA, l’accessibilità è prima di tutto un obbligo morale dovendo garantire l’accesso ai servizi a tutti i cittadini.
Conoscere a fondo norme e riferimenti tecnici ci consentono di implementare soluzioni di accessibilità by design e by default.

Usabilità per le disabilità sensoriali e cognitive

Quando si costruisce un sito web, è essenziale considerare l’interazione di persone con diverse disabilità sensoriali, come gli ipovedenti o le persone con disabilità uditive, ma anche di persone con disabilità cognitive.

Investire nell’accessibilità: il futuro digitale che ci aspetta

Investire nell’accessibilità web non è solo una questione di conformità legale, ma rappresenta anche un’opportunità strategica per migliorare l’esperienza degli utenti e ampliare il proprio pubblico. Le normative come l’European Accessibility Act e le linee guida WCAG 2.2 non sono solo requisiti, ma strumenti che possono guidare le aziende verso un approccio più inclusivo e consapevole.

In un mondo digitale in continua evoluzione, i vantaggi di un sito accessibile si riflettono non solo nel rispetto delle normative, ma anche in un miglioramento delle performance SEO e GEO, in una riduzione dei rischi legali e in un’immagine aziendale rafforzata. Fluid Hub è pronta ad accompagnarti in questo viaggio, fornendo audit, consulenze e implementazioni su misura per rendere il tuo sito web accessibile a tutti.

Vuoi capire quanto è accessibile il tuo sito web?

L’accessibilità non si improvvisa e non si risolve con strumenti automatici o interventi superficiali. Un audit professionale ti permette di individuare le reali criticità del tuo sito, comprendere i rischi normativi e definire un percorso concreto di miglioramento per utenti, motori di ricerca e performance digitali.

Scopri come Fluid Hub può aiutarti con audit di accessibilità, attività di remediation, formazione e supporto continuo per rendere il tuo progetto digitale più inclusivo, efficace e conforme agli standard vigenti.